Il Castello Svevo svetta sul colle Pancrazio, domina la cascata di case del centro storico e consente di ammirare panorami spettacolari.

Dal Castello Svevo la bella vista su Cosenza e la valle del Crati, fino ai monti della Sila, al massiccio del Pollino e alla catena costiera, con il monte Cocuzzo a far da guardia tra la città e il mare.


Castello Svevo di Cosenza, la torre ottagonale.
Castello Svevo di Cosenza, la torre ottagonale. Foto: Rinaldo Panucci.

Cenni storici

La fortezza è stata edificata sicuramente dai Saraceni su quelli che, probabilmente, erano i ruderi dell’antica rocca bruzia,  fu revisionato da Ruggero Il nel 1130, che ne fece una roccaforte normanna, il terremoto del 1184 lo rese completamene inagibile.

Toccò alle maestranze di Federico l ripristinarlo aggiungendovi la torre ottagonale nel 1939. Nel 1443 fu sicuramente arredato a festa e adibito a residenza principesca per accogliere i novelli sposi Luigi III d’Angiò e Margherita di Savoia.

Nel corso della lunga diatriba tra Angiomi ed Aragonesi, fu utilizzato quale zecca di monete, successivamente venne via via adibito a deposito d’armi e a prigione.

Il terremoto del 1638 ne decretò l’inizio del declino. Il vescovo Capece Galeata, verso la metà del Settecento adattò l’edificio a seminario.

Salendo dalla stradina che si dirama dal quartiere Portapiana, il primo elemento che incontra lo sguardo del visitatore è la torre ottagonale, di matrice sveva, ben conservata e caratteristica delle costruzioni disposte da Federico II.

La forma della torre ha un preciso significato simbolico: il numero otto rappresenta la figura intermedia tra quadrato, terra, cerchio e infinità del cielo, inoltre, nella cabala è il numero legato all’eternità.

Oggi la struttura è fruibile per accogliere i visitatori e introdurli negli spazi che ripercorrono la storia di questo importante monumento.

Il castello ospita anche eventi culturali e mostre durante l’anno, soprattutto nei mesi estivi, all’aperto, per godere l’aria fresca dovuta alla sua posizione panoramica.

Visita al Castello di Cosenza

La visita al Castello Svevo parte dal “corridoio angioino“, la cui denominazione è dovuta allo stemma contenente i fiori simbolo della dinastia francese, incastrato quale chiave di volta, verso cui convergono costoloni svevi nascenti da mensoloni decorati con fogliame, anch’essi scolpiti alla maniera sveva.

Sulla sinistra, un locale noto come “cisterna Santa Barbara“; sulla destra il “salone di ricevimento“, utilizzato per il protocollo di rappresentanza nelle cerimonie ufficiali.

Il “corridoio angioino” un tempo delimitava a destra il vasto cortile del castello, a sinistra la “sala delle armi“, costituita da sei sale comunicanti.

Sul lato opposto del salone si accede alla cosiddetta “sala del trono“, verso la quale conduceva il “corridoio angioino“.

Uscendo dalla “sala del trono” e andando verso il cortile, sulla sinistra, si trovano resti delle murature edificate nel 700 per adattare la struttura a seminario.

Più avanti, sul lato ovest, sono posti i bastioni ottocenteschi su un probabile sostrato angioino e, accanto, resti del locale ottocentesco destinato ai servizi.


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Castello Svevo - Cosenza
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